Verbum, che si trova scritto anche VERBVM o uerbum, significa "parola".Per i Latini un'espressione come o - col nome al plurale -(ascoltane le due pronunzie, la tradizionale qui e qui la restituta ) equivaleva più o meno al nostro "parlare", "prendere la parola". Alla sua base sta un'antica radice che si riconosce ancora bene nel tedesco Wort e nell'inglese Word, ma che , con un po' di impegno, possiamo intravvedere pure in termini che ci sono giunti dal greco, come retore, retorica, legati appunto all'esercizio della parola. Nell' uso comunesi opponeva nettamente a, che voleva dire "cosa, realtà": lo conferma questo giudizio di Cicerone a proposito della contraddizione in cui sarebbe incorso un noto filosofo parlando degli dèi:
Come sempre puoi imparare il significato delle parole che compongono il testo facendo un doppio click su ciascuna, ascoltarlo nelle due pronunzie, qui e qui oppure registrare la tua stessa voce mentre lo ripeti, cliccando su quest'icona: . Se ti va, puoi salvare la registrazione e cominciare a crearti un archivio personale di latino recitato. Non dimentichiamo che le lingue sono nate per essere parlate, non trascritte; e ogni volta che restituiamo loro un po\' di voce, ne risuscitiamo capacità comunicative che lo scritto fatalmente ha appiattito o smussato. Ovviamente può essere anche che c\'interessi sapere quel che Cicerone intendeva dire con quelle parole. Se è così, eccone una prima traduzione, una un po' grezza, letterale - si dice -, o in traduttese, qui
e poi un'altra, più adatta a rendere chiaro il pensiero a lettori che vogliano capirlo un po' più a fondo:
Questo nella lingua comune. Nel linguaggio tecnico degli studiosi di grammatica, invece, verbum cominciò presto ad essere impiegato per designare il tipo di parola che conferiva vitalità al discorso perché consentiva di collocare in tempi diversi uno stesso atto (corre, correva, correrà), di coinvolgervi una o più persone o cose (ascolti, ascolta, ascoltano), di assegnare loro dei ruoli stabilendo anche delle gerarchie (tu presti denaro a Marco); una parola , insomma, che, oltre a recitare un ruolo centrale nella frase, come si vede nel modello sintattico qui a fianco (se vuoi tradurlo in termini più familiari per le nostre scuole, premi qui ↹ ), si comportava come se ne fosse regista e pure telecronista; un po' quel che succede nel teatro antico coi servi furbi e iperattivi delle commedie. In questo modo la parte più dinamica del discorso, il , veniva opposta alla sua componente più statica, il, chiamato anche . Nel più antico libro dedicato alla storia del latino è il suo titolo)fa risalire quella distinzione già ad Aristotele:
Il senso si intuisce, tanto più se , cliccando qui, diamo al testo un ordine simile a quello a cui siamo abituati noi italiani, ma se vogliamo controllarlo non abbiamo che da cliccare qui e aspettare un po':
Aristotele sostiene che le parti del discorso sono di due tipi: verbi e nomi; nomi come ad esempio "cavallo" e "uomo"; verbi come "legge" e "corre".
Di solito lo studio del latino vien fatto cominciare dai nomi (, equus, equi, homo, homĭnis), ma niente impedisce di partire concentrandosi prima sul verbo: in fondo era - ed è - la per eccellenza.
4.2Le desinenze dei verbi latini
Usare i verbi mentre si conversa o si scrive, ponendo qui quella forma e lì quell'altra, fa parte della comune esperienza; recitarne le forme in ordine è cosa che si fa solo a scuola. Non viene naturale, anche se non è inutile, tanto più se la lingua che dobbiamo imparare non è quella in cui siamo cresciuti. Ma perché siamo in grado di fare questo tipo di esercizio, corro, corri, corre, corriamo, correte, corrono (in latino curro, curris, currit, currĭmus, currĭtis, currunt)? Evidentemente perché i verbi della nostra lingua sono costituiti da una prima sezione che rimane invariata o per lo meno ben riconoscibile, e da una seconda, che cambia in modo sistematico fornendoci informazioni, fra cui la più importante è: chi diavolo è che sta correndo?
Questa sezione finale, che muta sistematicamente, è conosciuta come Vedremo fra poco che la parte precedente che rimane invariata - o almeno ben riconoscibile - mentre scioriniamo le forme di un verbo o quelle di un nome (nel primo caso in gergo si dice che lo, mentre nel secondo lo) si definisce invece. Ma concentriamoci per il momento ancora sulla parte finale: in latino come in italiano il sistema di desinenze più importante è quello che copre le sei persone, tre singolari e tre plurali, dei verbi di modo finito, come gli indicativi, i congiuntivi: io; tu; egli-lei-Cesare...; noi; voi; essi-loro-i Romani.... In questa tabella, su sfondo bianco si vedono le desinenze più comuni del latino, su sfondo beige le informazioni che ciascuna rende disponibile:
nel presente di un qualsiasi verbo...
se il soggetto è di →
1ª persona sing. io
2ª persona sing. tu
3ª persona sing. egli, lei, Cesare
1ª persona plur. noi
2ª persona plur. voi
3ª persona plur. essi-e, le donne sabine
la forma attiva finisce in
laud--o/-m
lauda-s
lauda-t
laudā-mus
laudā-tis
lauda-nt
la forma passiva termina in
laud-or/-r
laudā-ris
laudā-tur
laudā-mur
lauda-mĭni
lauda-ntur
Attenzione, però. Questa tabella può dirci di più. Qui sotto c'è un pulsante: premilo e vedrai le desinenze dare vita al presente di molti verbi veri e propri, tutti formati con lo stesso sistema: la desinenza variabile che si unisce a una parte sostanzialmente stabile, cioè a un tema Completato lo schema, puoi replicare l'operazione con altri verbi, premendo nuovamente il pulsante.Se lo farai, il computer conserverà memoria dei verbi che hai esaminato e potrai rivederli tutti insieme cliccando su quest\'icona:. Come si vede, ci sono tante desinenze per l'attivo del verbo quante per il suo passivo; e le due serie procedono parallele, tanto che si può essere tentati di formulare delle regole che facilitino la memorizzazione, questa ad esempio:
Se la terza persona di un verbo attivo finisce in -t, se ne ottiene il passivo aggiungendole -ur: laudat‣laudātur, laudant‣laudantur, agebat-agebāt‣ur.
. Tenerla presente ci faciliterà, anche se è tipico delle regole basate sull'esperienza dar luogo a qualche sorpresa. Cene accorgeremo presto. Per l'intanto uno sguardo d'assieme ci suggerisce anche che all'orecchio dei latini l'idea del passivo dovesse essere rafforzata dalla presenza della consonante -r (laudor, laudaris, laudatur, laudamur...) Solo nella seconda persona plurale alla desinenza attiva, che è -tis si oppone l'isolato-mĭni Compreso il meccanismo, siamo pronti per far altri passi: premendo su questo pulsante o sull'immagine a destra vedremo in atto in modo un po' più scenografico il sistema descritto sopra, che in grammatica si chiama flessione. Potremo crearci anche un test, che misurerà quanto abbiamo assimilato il suo funzionamento.
Le desinenze che abbiamo conosciuto finora sono quelle che incontreremo più spesso, ma non le sole. In particolare, un tempo che dispone di un
set di desinenze tutte sue è l' indicativo perfetto, che copre i campi dei nostri passato prossimo, passato remoto e
trapassato remoto: ho lodato, lodai, ebbi lodato
nel perfetto di un qualsiasi verbo...
se il soggetto è di →
1ª persona sing.
2ª persona sing.
3ª persona sing.
1ª persona plur.
2ª persona plur.
3ª persona plur.
l'attivo termina in
laudāv-i
laudāv-isti
laudāv-it
laudav-ĭmus
laudav-istis
laudav-ērunt
il passivo termina in
🤔
😕
😟
😲
😝
😖
Anche qui per prima cosa converrà riempire la tabella premendo su questo bottone .
Il pulsante che segue o l'immagine qui a sinistra apriranno invece una seconda finestra animata in cui osservare in modo dinamico la combinazione fra tema e desinenze del perfetto. Lo scenario che ci aspetta qui è in parte diverso dal precedente: alcune delle terminazioni del perfetto coincidono con quelle del presente, ma la prima e la seconda persona singolare (-i, -isti) se ne distinguono nettamente. Anche qui, comunque, sarà possibile, se vorremo, allestire un test,.
né mancherà l'opportunità di imparare le forme e le sequenze registrandole e riascoltandole dalla nostra stessa voce. Per chiudere, non sarà inutile dare un'occhiata alla formazione di un verbo che d'ora in poi non ci abbandonerà più, essere. In tutte le lingue la morfologia della parola che esprime una nozione così ricca di facce presenta delle anomalie, ma in latino queste investono se mai il tema, mentre le desinenze coincidono con quelle degli altri verbi. Cliccando il pulsante o l'immagine a destra ne vedrai comporsi sotto i tuoi occhi sia il presente che l'imperfetto:
4.3 La distinzione dei temi: infectum contro perfectum (e supinum)
Osservando le sezioni finali dei verbi, così diverse per il presente e per il perfetto, abbiamo probabilmente intravisto che esiste un'opposizione di fondo in ogni verbo latino. Questa opposizione coinvolge anche la parte del verbo che durante la coniugazione non muta (o resta almeno ben riconoscibile), cioè il
.
Appare chiaro che i Latini consideravano differente un atto espresso dal tema che in quella lingua si chiama, o tema del presente e quella che prende nome di, per noi tema del perfetto. Ogni atto espresso da un verbo col tema dell'infectum è messo in scena comeun atto non concluso, mentre ogni atto citato col perfectum quando viene illuminato dalla luce dei riflettori risulta già concluso
Domĭna scribit:
la padrona scrive, sta scrivendo o scrive abitualmente, è una scrittrice.
nel secondo caso la cita mettendo in chiaro, prima di ogni altra cosa, che è finita:
Domĭnus scripsit/scripsĕrat
Il padrone scrisse, ha scritto, ebbe scritto ; il padrone aveva scritto.
Naturalmente entrambi i modi di guardare all'azione sono importanti e difatti convivono normalmente nei discorsi, specialmente nei racconti:
Homo quidam descendebat ab Ierusalem in Iericho et incidit in latrones.
Un certo uomo (un tizio) scendeva (stava scendendo) da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti...
Proprio l'esempio appena visto ci dice che la distinzione infectum / perfectum non coincide del tutto con quella fra presente e passato. Infatti l'infectum ha i suoi bravi tempi passati, ad esempio l'imperfetto, tempo che accompagna un'azione e quasi la fa vedere mentre la racconta:
Ibam forte via Sacra...cum...
Passeggiavo per caso per la via Sacra, quando......
e a sua volta il perfectum può designare azioni terminate sì, ma nel futuro. E' il caso del futuro anteriore , che designa un atto che si prevede già concluso nel momento in cui ne inizierà un altro:
Cum scrinium aperuĕro, tum vero cernes..:
Una volta che avrò aperto lo scrigno, allora sì tu vedrai...
Spiegata così, la distinzione lascia intravvedere tutta la sua importanza culturale, ma resta anche un tantino teorica. Una questione pratica che sarà utile porre è invece la seguente:
è possibile conoscendo l'infectum costruire il perfectum del verbo?
Per trovare la risposta lavoreremo un po' su di una nuova tabella. Facciamo click sulle caselle della prima riga: facendolo potremo confrontare l'infinito presente del verbo prescelto, il cui tema appartiene all'infectum, e il suo infinito perfetto, derivato da quello del perfectum. Se poi clicchiamo sulle caselle a destra, potremo vedere e confrontare gli infiniti di tutta la serie; infine, con il bottone verde, sostituiremo, se ci va, l'intera serie con una nuova. Alla fine dell'esame la risposta al quesito dovrebbe venirci spontanea:
significato
amare
avere
scrivere
dire
rompere
vedere
tagliare
portare
essere
⟳ altri
infinito presente
amā-re
habē-re
scribĕ-re
dicĕ-re
frangĕ-re
vĭdē-re
caedĕ-re
fer-re
es-se
tutti
infinito perfetto
amav-isse
habu-isse
scrips-isse
dix-isse
freg-isse
vīd-isse
cecid-isse
tul-isse
fu-isse
tutti
Se però dopo aver armeggiato con la tabella e i suoi tasti non abbiamo ancora le idee chiare, possiamo controllarla premendo su questo bottone:
4.4 Due temi o tre? Il paradigma del verbo e le sue coniugazioni
Fatta conoscenza coi temi, cominciamo a maneggiarli. Le tre tavole che vedi qui sotto contengono i temi di 68 verbi latini. Ma perché, se i temi sono due, infectum e perfectum, le tavole sono tre? La terza tabella è quella del . In realtà il supinum non era un vero e proprio tema, ma col tempo grammatici e insegnanti lo hanno accolto insieme agli altri due perché consente di costruire più agevolmente certi tempi e modi. C'è anche da dire che dal punto di vista operativo il supino tende ad accostarsi al perfectum cui presta aiuto nella costruzione di parecchie forme soprattutto al passivo. Bene, mettendo assieme le forme base di infectum, perfectum e supinum si forma quella carta d'identità del verbo che ha il nome di . Solo chi conosce desinenze e paradigmi può risalire a ogni modo, tempo e persona di ogni verbo. I paradigmi hanno una composizione standard illustrata in questo schema. Lo schema è interattivo e basterà cliccare nelle tabelle sui vari temi per vedervi apparire le forme chiave del verbo prescelto:E anche qui se alla fine uno vuole un elenco esportabile dei paradigmi costruiti, gli basterà cliccare su quest'icona
clicca sui temi per vedere i paradigmi...
Dopo aver giocato a costruire paradigmi e dopo averli rivisti cliccando qui, chiediamoci un'ultima cosa: perché le righe delle nostre tabelle sono di quattro colori diversi? Perché per tradizione i verbi latini sono divisi in quattro serbatoi chiamaticoniugazioni. A distinguerle è la vocale finale del tema dell'infectum: i verbi della prima coniugazione lo hanno che termina in ā (a lunga), quelli della seconda in ē (e lunga), gli appartenenti alla terza in ĕ (e breve), quelli della quarta in ī (i lunga). Se aggiungiamo a questi temi la desinenza dell'infinito - che è sempreper tutte le coniugazioni - otteniamo i gruppi ā-re, ē-re, ĕ-re, ī-re che poi la tradizione delle scuole ha interpretato come fossero quattro singole desinenze, le famose -āre -ēre -ĕre -īre con i quali si sogliono distinguere praticamente i 4 gruppi dei verbi regolari. Qui sotto trovi un esercizio che ti aiuterà ad assegnare alla svelta i verbi a una delle 4 coniugazioni. Constaterai che non mancano in latino quelli che non si possono far rientrare in alcuna di esse.
assegna i verbi alle coniugazioni
Premi il tasto "avvia" e poi clicca sulla casella che corrisponde alla coniugazione del verbo che compare e che resterà lì circa tre secondi. Se ti pare che non appartenga ad alcuna delle 4 coniugazioni (ne esistono alcuni), premi il tasto con "N". Devi fare 30 punti con meno di 8 errori. Ogni risposta non data in tempo utile viene conteggiata come un errore.
‧ ‧ ‧
30
0
0
4.5 Costruiamo i tempi e i modi di 136 verbi latini
Il marchingegno che vedete qui sotto è un coniugatore. Permette, per ogni tempo, di vedere le persone in sequenza cliccando sui tasti come questo, oppure tutte insieme, come vengono stampate nei libri, cliccando sui tasti che hanno questa forma .
amat, amabat, amabit, amet, amaret....). Il tasto col mulino a vento serve a spostarsi da un verbo ai successivi
VOCI ATTIVE
Tema in azione:
Paradigma:
Indicativo presente
Indicativo imperfetto
Indicativo futuro semplice
. . .
Imperativo presente
Imperativo futuro
Indicativo perfetto
Indicativo piuccheperfetto
Indicativo fut. anteriore
Congiuntivo presente
Congiuntivo imperfetto
Infinito presente
Infinito perfetto
Infinito futuro
Congiuntivo perfetto
Congiuntivo piuccheperfetto
Participio presente
Participio futuro
Gerundio
Supino in -um
. . . .
Coi tasti qui a destra puoi anche evidenziare la distribuzione dei tempi fra i tre temi: infectum perfectum supinum X
VOCI PASSIVE
Tema in azione:
Paradigma:
✺
Indicativo presente
"
Indicativo imperfetto
Indicativo futuro sempl.
. . .
Imperativo presente
. . . .
Indicativo perfetto
Indicativo piuccheperfetto
Indicativo futuro anter.
Congiuntivo presente
Congiuntivo imperfetto
Infinito presente
Infinito perfetto
Infinito futuro
Congiuntivo perfetto
Congiuntivo piuccheperfetto
Participio perfetto
Gerundivo
. . . .
Supino in -u
. . . .
testo qui...
Come puoi notare scorrendo le forme una a una o agendo sui pulsanti che distinguono i tempi col colore, la distribuzione dei tempi verbali fra i tre temi è diversa nell'attivo e nel passivo. Il perfectum, ad esempio, non produce forme passive. Abbiano già notato che non dispone nemmeno delle desinenze per il passivo. I tempi passivi del perfectum vengono sostituiti da perifrasi formate dal supino e dal verbo "essere". A prima vista questa può apparire una difficoltà, ma non allarmiamoci: cose simili accadono in molte lingue, anche nella nostra, solo che non ce ne accorgiamo. Imparare le lingue degli altri è utile anche a scoprire i segreti della propria.
4.6 I tempi e i modi di un verbo speciale: "essere"
Come in molte lingue, anche in latino essere è un verbo speciale. Nella sua formazione convivono più temi e il suo impiego mette in luce più nature, come quelle che vediamo
in queste frasi, in cui si ripete una stessa parola, la terza persona singolare di sum, cioè est. Ora, facciamone apparire la traduzione, cliccando qui:
c'è vita dopo la morte | la casa è oltre il fiume | la casa è confortevole
Confrontando le espressioni italiane con quelle latine ci rendiamo
conto che un est latino può corrispondere ai nostri "è", ma anche a "c'è", sia nel senso di "esistere", sia in quello di "essere situato" da qualche parte; e la possibilità di far confusione è accentuata
dal fatto che in latino non esiste l'articolo che nella nostra lingua aiuta spesso a risolvere ambiguità simili. Impareremo poi anche che il verbo sum o SVM entra nella formazione dei verbi passivi e in vari tipi di perifrasi. Frequente quanto ambiguo, insomma, "sum-es-fui-esse" va studiato con cura e interpretato con cautela.
IL VERBO SUM
Indicativo presente
Indicativo imperfetto
indicativo futuro semplice
. . .
Imperativo futuro
. . . .
Indicativo perfetto
Indicativo piuccheperfetto
Indicativo futuro ant.
SVM
Congiuntivo presente
Congiuntivo imperfetto
Infinito presente
Infinito perfetto
Infinito futuro
Congiuntivo perfetto
Congiuntivo piuccheperfetto
Participio futuro
Infinito futuro (2)
. . . .
. . . .
. . . .
I tasti qui a destra mostrano la distribuzione fra i tre temi dei tempi di "essere":infectum perfectum supinum X
4.7 ...E ora costruiamo da noi i nostri esercizi
Per imparare le cose bisogna fare esercizio: non è un dramma, e lo sarà anche meno se, invece di cimentarci con compiti prefabbricati e assegnati da altri, creeremo i nostri esercizi da noi. Qui, come in un self-service, potete selezionare tutti i tempi e i modi su cui volete testare le vostre conoscenze. Una volta operata questa selezione, passerete alla sezione in cui scegliere, punteggi, tempi e modi dell'esecuzione degli esercizi (le opzioni sono molte e -si spera- utili a vincere la monotonia). Naturalmente sulla base delle vostre scelte il programma assegnerà al vostro esercizio una valutazione di ranking che concorrerà al punteggio finale del corso. Alla fine di ogni esercizio potrete, se volete, affrontare un breve corso di recupero centrato sui vostri errori e, soprattutto, salvare i risultati nel cloud. Questo vi consentirà di controllare i vostri progressi e di farli controllare a chi vi insegna. Buone scelte.
Indicativo presente attivo
Indicativo imperfetto attivo
Indicativo futuro semplice attivo
Infinito presente attivo
Indicativo presente passivo
Indicativo imperfetto passivo
Indicativo futuro semplice passivo
Infinito presente passivo
Congiuntivo presente attivo
Congiuntivo imperfetto attivo
Imperativo presente attivo
Imperativo futuro attivo
Congiuntivo presente pass.
Congiuntivo imperfetto passivo
Imperativo presente passivo
Indicativo perfetto attivo
Indicativo perfetto passivo
Indicativo piucch.tto attivo
Indicativo piucch.tto passivo
Indicativo fut. anteriore attivo
Indicativo fut. anteriore passivo
Congiuntivo perfetto attivo
Solo il verbo "essere"
Uno o più verbi a piacere (seleziona con CTRL o ALT + click del mouse o tasti su e giù)
Solo verbi della I coniugazione
Solo verbi della II coniugazione
Solo verbi della III coniugazione
Solo verbi della IV coniugazione
Tutti i verbi delle quattro coniugazioni
Congiuntivo perfetto passivo
Congiuntivo piucch.tto attivo
Congiuntivo piucch.tto passivo
Infinito perfetto attivo
Infinito perfetto passivo
Infinito futuro attivo
Infinito futuro passivo
Participio presente
Participio perfetto
Participio futuro
Gerundivo
Gerundio
Supino attivo
Supino passivo
Perifrastiche: attiva passiva
Selezioni multiple:
Vai al test
Rapporto finale sul test, recupero e salvataggio risultati
×
domanda
0
0
Impostazioni del test
×
🏁Fissa il punteggio 18
Limite degli errori06
Durata del test05'
Ulteriori richieste
Seleziona se vuoi che l'esercizio esiga l'indicazione della quantità su alcune vocali
Dopo qualsiasi vocale, premi +: sarà breve; premi ancora + : sarà lunga; terzo +: tornerà normale →
Seleziona se vuoi che il test inserisca elementi di contesto (per ora, avverbi)→ elenco avverbi
Seleziona se vuoi fare alla fine un test di recupero con le risposte che avrai sbagliate
Uso della voce
Nessun impiego della voce: tu leggi la domanda e tu scrivi la risposta sulla tastiera
Tu ascolti la consegna pronunciata dal computer, e poi scrivi la risposta
Il computer pronunzia la consegna, tu rispondi a voce (con possibilità di correzione manuale)
Il computer pronunzia la consegna, tu rispondi a voce (senza possibilità di correzione manuale)
Esercizio
×
consegna
Report & Altro
Paradigma
×
w
😲 S'è rotto qualcosa?
×
Se sono comparse delle faccine perplesse è perché una serie di desinenze, che unendosi al tema diano forma al perfetto passivo, come abbiamo visto succedere col presente, non esiste. Per dire io sono stato lodato, tu fosti lodato, essi furono visti.... i Romani usavano un sistema del tutto diverso.
La flessione del verbo latino
×
Clicca sul soggetto richiesto dalla desinenza. Il test si supera con 30 punti su 35.
0 su 0
il meccanismo tema⟳desinenza
io
tu
egli ella
noi
voi
esse essi
Verbi/persone in serieVerbi/persone a caso+Stop-Un test?ScaricaCollĭgeISisteRepĕteServaClaude
Nova Didaxis
×
Non hai ancora accesso a tutti i contenuti. In questa fase puoi accedere solo alla sezione Il verbo latino, che puoi scorrere sulla pagina o di cui puoi visitare le singole sezioni cliccando sulle voci di questo menu. Presto ti si apriranno altre opportunità, ma intanto impara per bene i verbi.
Nova Didaxis: distinguere le coniugazioni dei verbi
×
risultato
Si può, conoscendo l'infectum, sapere com'è il perfectum?
×
→ E' evidente che in un certo numero dei verbi che abbiamo visto apparire nella tabella il rapporto fra il tema dell'infectum e quello del perfectum presenta una forte regolarità (ama-/amav-, capta-/captav-, lauda-/laudav-): per questi la risposta al nostro quesito potrebbe essere positiva. Ma facciamo attenzione: sono i soli. In altri verbi il tema del perfetto appare molto ampliato rispetto a quello dell'infectum (cadĕ/cecid-), in altri ancora ridotto (frangĕ-/freg-) o modificato nella quantità delle vocali (vĭd-/vīd-, lĕg-/lēg-), in altri ancora i due sono totalmente differenti (fer-/tul-; es-/fu-).
La risposta da dare alla domanda che ci siamo posti sopra è dunque che:
No, non si può risalire con certezza dal tema dell'infectum a quello del perfectum. Questo ci obbliga a munirci di uno strumento speciale: il paradigma.
Verbi visti in questa sessione:
×
nessuno, al momento. Io registro quel che fai, ma se tu non fai niente...